Altro che autunno caldo, se continua così moriremo di noia!

C’è una sorta di buco nero che ha risucchiato la politica cittadina. Non è l’intramezzo vacanziero, né l’assestamento della nuova amministrazione. E’ qualcosa di più profondo che riguarda l’intero comparto politico cittadino diventato piuttosto noioso. Il primo problema sembra averlo la maggioranza del sindaco Raffaele Allocca. Le periferie sono zozze, invase da rifiuti e degrado, come da mesi vanno dicendo in molti. Ma il condominio sommese non è solo sporco. E’ anche silenzioso, bulimico, stanco. Dopo il sussulto della diatriba sugli indiani e sulle torte da spartirsi è calato il gelo. Zero idee, pochi fondi e spesi male. Così restano senza risposte una serie di quesiti sollevati da più parti durante la campagna elettorale. Dall’aggio Geset alla quantità di rifiuti prodotti dall’Isola Ecologica. Dal bene confiscato alla camorra locale ai vari cantieri aperti sul territorio che dovevano creare dal nulla centinaia di posti di lavoro. Ma se la maggioranza è schiacciata dal peso della sua vuotezza non sembrano stare meglio altri. Al di là delle polemiche facebookiane (in verità a me sembrano isterismi, visto che la polemica è anche per certi versi gustosa), c’è poco o nulla in giro. Qualche consigliere di opposizione che qua e là tenta di fare il suo compito senza una degna e collaudata spalla. Ma lavorare soli, senza Pd, Pdl, Udc, socialisti e compagnia bella è piuttosto poco proficuo. Qualche cittadino volenteroso che si prodiga a denunciare ciò che non va. Poi stop. Quel marasma magmatico di “nuovo” propostosi durante la campagna elettorale dove sta? Dove stanno quei giovani baldanzosi, che per mesi hanno imperversato come esseri supremi del rinnovamento della cosa pubblica cittadina? E le loro verità in tasca che fine hanno fatto? Gli spocchiosi che sapevano tutto e di più, talenti inespressi cresciuti all’ombra dei politici a cui portavano la borsa dove “stanno spiaggiati”? Non so, è come se, alla chiusura del Circo Barnum cittadino, i pagliacci, gli addomesticatori di pulci e tigri zoppe, più gli illusionisti da gioco delle tre carte, avessero raccattato i loro trucchi, la loro spavalderia di plastica ed avessero riposto il tutto nello stanzino dei giochi. Il tutto nell’attesa di qualche prossima campagna elettorale. Sempre che non moriremo prima di noia.

Aforisma: La putrefazione dell’attesa, la noia. M.B.

Musiche: Scetate vajò di Alessandro Mannarino.

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

    Seguimi su:
  • facebook
  • twitter