Bene confiscato alla camorra assegnato al Forum, pesa l'assenza del Pd ormai il fantasma di un partito politico

Il mio essere pedante oggi mi porta su un terreno irto di insidie come può essere una in-sana critica al Partito Democratico di Somma Vesuviana. Lo dico (e lo scrivo) perché la poca stima, ricambiata, che hanno di me i democrat cittadini alla fine non li smuoverà (hanno sempre fatto così, credono davvero che il miglior disprezzo sia la non curanza). Ma tant’è che lo faccio lo stesso. Ieri Somma Vesuviana, che piaccia o no, ha vissuto una giornata per certi versi memorabile. E’ stato consegnato un bene confiscato alla camorra cittadina ai giovani del Forum. Al di là della retorica del caso, ed al di là delle emozioni provate da chi si è speso per questo risultato, non posso non esimermi, io professore di tuttologia, dal constatare che in quella sala consiliare gremita il Pd non c’era. Molti potrebbero dire che in tanti, tra i movimenti e partiti messianici che stanno giurando di liberarci dell’allocchesimo, non c’erano. Ed è giusto. Ma a me, l’assenza del giovane segretario Pietro Allocca, relegato ad usciere del partito di piazza Vittorio Emanuele III, ha fatto un certo effetto. Innanzitutto perché Pietro Allocca è un giovane tra i giovani. Già questo dovrebbe bastare a creare la giusta empatia tra le parti, anche con visioni diverse o diametralmente opposte della vicenda. A ciò va aggiunto che l’Usciere è circondato, in quel famosissimo direttivo, da altri giovani, dai Mocerino ai Martone, che non hanno speso una sola parola né per l’evento in sé tantomeno per il valore simbolico che ha quel bene. E questa sarebbe la classe dirigente che vorrebbe rimpiazzare Raffaele Allocca e suoi? Questo sarebbe il nuovo da offrire a questo paese martoriato da un centrodestra antiquato nelle idee e nelle pratiche di potere? Giovani vecchi,  senza idee, capaci di aggregare solo in virtù del lavoro (e delle promesse) dei capobastone e per la simpatica che un partito, a livello nazionale, riesce a suscitare? Parlano di primarie e secondarie, di democrazia e partecipazione. E poi? Sfido chiunque di voi a consultare le bacheche dei social network dei nostri e a trovare una sola sillaba su di un argomento di pubblico interesse. Certo, i social network non sono l’ombelico del mondo. Ci sono anche le uscite pubbliche (come quella mitica di Pietro Allocca dal palco della festa della sinistra: “Ciao, sono Pietro Allocca, arrivederci e grazie!” ) o le interviste. In una di queste l’ottimo camerlenghicchio ha annunciato che non avrebbe “avuto tempo di candidarsi e di seguire in prima persona la campagna elettorale perché impegnato con il lavoro (senza che nessuno gli dicesse: “E quando ti dimetti?” n.d.r.)”. Ma il problema non è solo il buon Pietro. Il problema è che sembrano tutti o quasi sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. Una mattina di dicembre il grazioso Enzo Romano disse pubblicamente  che a breve il Pd avrebbe fatto fuoco e fiamme per Somma Vesuviana. Stanno aspettando ancora tutti seduti a quel tavolino del bar di piazza Vittorio Emanuele III che si compia la profezia. Così come in molti si chiedono cosa stia facendo e cosa pensi Gino Cimmino che del Pd è oggi segretario provinciale. Non so, ma io sarei seriamente preoccupato dal farmi mettere le mani in bocca da un dentista che ha i denti gialli, storti e con la carie. E Gino, a Napoli, porta in dote un partito piuttosto cariato. Una formazione politica che, sul tavolo delle trattative interpartitiche per costruire l’alternativa ad Allocca, ha ufficialmente portato le tre correnti interne più un consigliere comunale. Senza segretario cittadino che aspetta le delegazioni, pronto per aprire e chiudere la porta. Ovviamente.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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