Cari grillini, mettetevi a studiare prima di inscenare rivoluzioni!

Ho dato dell’imbecille a chi vota Grillo. E mi sono fatto dei nuovi amici. Qualcuno quando mi vede cambia strada, qualcun altro ha detto che difendo la categoria (quella dei giornalisti-pubblicisti maltrattati da Grillo). Altri ancora pensano che io sia asservito a chissà quale potere oscuro partitico-finanziario. La realtà è diversa. La verità è che io sono preoccupato ed incredulo. Preoccupato dalla deriva di questa terra, della sua gente, del suo corpo elettorale. E mi preoccupa ancor di più la deriva iconoclastica di questa nazione. Una nazione che continua ad avere una memoria corta, polveriera nella quale basta un comico o un aspirante tale per incendiare un’intera popolazione. Incredulo perché non so come si possa seguire un leader, Grillo, tanto cretino. Ma andiamo con ordine. Chi non ricorderà il fenomeno Lega? Quando ci fu il tracollo della prima Repubblica sotto i colpi di Tangentopoli i movimenti leghisti del nord (sfociati poi nella Lega Lombarda di Bossi, Maroni e compagnia bella) furono quelli che ebbero il successo maggiore rispetto alle vecchie formazioni politiche. Il Parlamento fu invaso da gente “nuova”, gente che non aveva mai occupato uno scranno. Tanto è vero che Presidente della Camera fu nominata Irene Pivetti, donna che di politica ed istituzioni comprendeva ben poco, e che fu la cometa simbolo di quella stagione. Poi lentamente la Lega è diventata metastasi, spugna che si è beccata tutti i virus ed i vizi della classe politica italiana. Ma cosa c’entra la Lega con Grillo? Ben poco a dire il vero anche se il filo conduttore è l’atteggiamento degli elettori che stufi del vecchio abbracciano il nuovo. Ed il nuovo sarebbe il comico genovese, un uomo che ha basato le sue fortune politiche sull’offesa (“Montalcini è una puttana!” in un altro paese l’avrebbe lapidato), l’insulto e le balle colossali (vogliamo parlare della questione della matita? Ma cari amici, siete essere umani o pecore?). Certo, l’idea di rottura con il passato fatto di mummie, vallette, pregiudicati e quant’altro in Parlamento è condivisibile. Anzi, necessaria! Ma il nuovo non fa mai rima con nuovismo e viceversa. Così come è meraviglioso che “i grillini” continuino ad affermare come un mantra che il Grillo nazionale (qualcuno addirittura afferma “lui non è candidato”!) è una cosa, mentre chi lavora sul locale n’è un’altra. Balle colossali. Bisognerebbe smetterla di impegnarsi solo c’è un format “nuovo”(perché il M5S questo è) che qualcuno ci offre e che fa moda. Dovremmo cominciare, soprattutto noi giovani, a mettere a frutto le nostre esperienze, le nostre energie, le nostre capacità al servizio della collettività. La “rete sovrana” (altra scemenza) è una cosa. Il rimboccarsi le maniche per la propria collettività n’è un’altra. Un esempio: da cinque anni a Somma Vesuviana non ho visto un solo, dico uno solo, di questi grillini antisistemici presentarsi ad un consiglio comunale. Molti diranno: ecco il solito provinciale per il quale il suo paesello è il centro del mondo. Ed invece no. Il consiglio comunale è il primo esercizio di democrazia istituzionalizzata di cui si dota una comunità. Eppure io di grillini in giro a Somma Vesuviana (e se si esclude Pomigliano D’Arco, il discorso vale per molti comuni del vesuviano) non ne ho visti. Poi vogliamo sparare a zero sui partiti da dietro le nostre comode poltrone? Vogliamo consumare twitter e facebook a colpi di proclami, complotti, demagogie e populismi. Ottimo. Però scendiamo anche in campo con le nostre idee, le nostre energie. Evitiamo sempre di aspettare che qualcuno ci dia il lavoro bello è fatto. E’ semplice dire “siamo stufi”, un pochino più difficile è invertire la tendenza. E’ semplice essere empatici con chi dice “sono tutti uguali”, ma è un poco più difficile dimostrare di essere diversi. Perciò cari amici che avete votato e sostenuto quell’imbecille di Grillo ora tocca a voi. Spegnete i social network, prendete in mano un giornale, una rivista, un libro di storia, un saggio di economia, una biografia. Studiate, imparate a leggere e a scrivere (politicamente parlando). Imparate le lingue e seguite la stampa internazionale visto che quella nazionale la ritenete asservita e schiavizzata (“De Benedetti ha la tessera del Pd numero 1…” ha detto uno dei sostenitori del comico). Imparate a seguire i lavori dell’Istituzione più prossima a voi, imparate a leggere delibere, determine e bandi di gara e ad imparate i nomi e le deleghe degli assessori, dei consiglieri e dei dirigenti comunali e regionali. Mettetevi a sognare con il vostro cuore, a cibarvi d’impegno e non soltanto di empatia. Quella la troverete a quintali in libri e film che, cari grillini, dovreste cominciare a maneggiare.

 

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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