CaroEstate, quel canto del cigno dei turisti che ci fa davvero ridere…

L’ultimo sport di questa estate magra è quello di sedersi ai tavolini di bar e ristoranti piuttosto rinominati, consumare acqua, caffè, amari e gelati ascoltando buona musica, vedersi recapitare scontrini iperbolici, pagare il conto salatissimo, postare su Fb i conti e lamentarsi. Ora, tralasciando il fatto che in Italia il turista è comunque visto come un pecorone da tosare (meglio se straniero, ovvio), ed il pacco e doppio pacco è sempre dietro l’angolo, c’è da dire che queste storie sanno di ridicolo. Insomma, ognuno di noi sembra avere l’idea che tutto sia alla sua portata, che il low cost vacanziero sia una necessità da esprimere democraticamente per le tasche di tutti (giuro di aver visto donne in spiaggia lamentarsi in modo veemente con i venditori ambulanti per il caro costume. Ogni costume costava non più di 3 euro!). Un caffè ai tavolo del più famoso bar di piazza San Marco a Venezia, piuttosto che un aperitivo all’hotel Gran Sasso di Ravello debbono, nell’idea di chi poi posta le foto per l’irritazione da salasso, essere per forza accessibili. E non è così. C’è innanzitutto il prestigio del luogo. Poi per mantenere un bar in piazza San Marco ci vogliono centinaia di migliaia di euro l’anno (non come certe spiagge demaniali che sono offerte ai lidi per quattro miseri denari). Un cameriere, che parla fluidamente almeno quattro lingue, certamente non costerà quanto lo studente che lavora di sera nel pub di paese per arrotondare. Tantomeno la musica, offerta da una vera e propria orchestra, che non sarà di certo la band del dopolavoro che si diverte ad intrattenere gli amici nel bar fuori casa. Dunque, volete comprarvi il vostro grammetto di respiro mitteleuropeo a Venezia? Volete rivivere la dolcevita caprese? Credete di sentirvi come certi ricconi che spiaggiano sulle incantevoli coste della Sardegna o alle Eolie? Bene, fatelo, però per favore pagate (soffrendo) in silenzio aderendo alle più elementari leggi del mercato che valgono dappertutto. Tanto, i motivi di dibattito sotto l’ombrellone ce l’abbiamo. E a dispetto dei vostri sono pure molto economici.

Aforisma: Come un uomo intelligente non ha paura di sembrare stupido a un altro uomo intelligente, così non da un gran signore, ma da un cafone l’uomo elegante teme di vedere misconosciuta la sua eleganza. M.P.

Musica: Azz… Di Federico Salvatore

 

 

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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