E adesso le pulci a "Iustitia" chi le fa?

E adesso le pulci a Iustitia, il sito che racconta il retrobottega del giornalismo campano e mette in risalto gli strafalcioni dei giornalisti che scrivono per le maggiori testate regionali e nazionali, chi le fa? Sì perché io sono uno di quelli oltraggiati oltremodo da un sito che, a quanto pare, raccoglie gli interventi dei frustrati giornalisti locali i quali, invece di pensare a far meglio il proprio, servile, lavoro passano le proprie giornate (e serate soprattutto) a mettere in moto vere e proprie macchine del fango. Ma andiamo con ordine. Su Iustitia di questo mese esce un trafiletto nel quale sostanzialmente si dice  “che io avrei fatto rivoltare nella tomba Indro Montanelli perché, nel fondo di prima pagina del Mattino del 9 settembre scorso riguardante la questione del presidente del consiglio sommese Carmine Di Sarno, ho scritto nell’incipit del pezzo “Faccetta nera piccola abbissina”. Secondo la critica mossami da Iustitia io sarei ignorante perché l’abbissina sarebbe “bella” e non “piccola”. A firmare il trafiletto tal Gino Palumbo, probabilmente uno pseudonimo, dietro il quale si nasconderebbe la faccia dell’imbecille che ha costruito questo castello di stupidaggini. Un lettore poco attento infatti potrebbe anche prendere sul serio questa porcata, ma visto che io non sono così fesso né quando scrivo e tantomeno quando leggo faccio notare a questo signore (o signorotta che si è presa la briga di confezionare la boutade), abbastanza ignorante, che in “Faccetta Nera” c’è questa strofa:  “Faccetta nera, piccola abissina,ti porteremo a Roma, liberata. Dal sole nostro tu sarai baciata,Sarai in Camicia Nera pure tu”. Smentito il fango da salotto gettatomi addosso ci sono alcune riflessioni che da fare. Iustitia in genere, con una certa ironia, pizzica i giornalisti che scrivono cose piuttosto assurde (sbagliano i politici, gli attaccanti sotto porta, i medici, non vedo perché non debbano sbagliare i giornalisti). Questo atteggiamento è piuttosto simpatico ed apprezzabile (immaginate la pubblicità che mi stanno facendo) tanto che io non mi scandalizzo di fronte al fatto che mi abbiano citato. Quello che invece mi ustiona riguarda l’atteggiamento utilizzato in questa zozza ed antipatica vicenda. Immaginiamo che non ci fosse davvero stata la strofa con dentro “piccola abbissina”, ma è normale che si speri nella “morte giornalistica” (il nostro infatti si augura che io non scriva più per il Mattino) di chi ha commesso l’erroruccio? Credo di no. E dunque devo pensare che è tutta una messa in scena di gente cattiva, ipocrita ed invidiosa. Gente che potrebbe spendere il proprio tempo e la propria (presunta) intelligenza per lavorare ad una categoria, quella giornalistica, sempre più precaria e sempre più disperatamente piegata di fronte ad un potere sempre più arrogante. Invece no, si preferisce mettere in piedi teatrini squallidi nei quali mettere alla gogna chi tenta di fare onestamente un lavoro. Roba deplorevole, da quattro soldi che non fa i conti con la “Iustitia” che esiste a questo mondo. State tranquilli però, Montanelli non si è rivoltato nella tomba. Dorme sonni tranquilli e si gratta la testa in segno di disagio nel vedere questi presunti giornalisti fare inutili piroette per screditare i propri colleghi. Mettetevi piuttosto, per dirla sempre alla Montanelli, a lavorare per servire il vostro vero padrone: il lettore.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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