E' giusto che gli amministratori in carica si dimettano per candidarsi alla Camera e tradiscano i cittadni?

Portici, Giugliano, Avellino ed Ottaviano. Ancora: la provincia di Napoli. I primi a breve si ritroveranno senza sindaco. La Provincia invece potrebbe trovarsi a senza presidente, a meno che Cesaro non ci ripensi. Tutto in nome di una candidatura alla Camera dei Deputati, tutto in nome di una legge che prevede le dimissioni degli amministratori 180 giorni prima delle elezioni. Ora è vero che per alcuni di loro, come Cuomo a Portici o Iervolino ad Ottaviano, i mandati sono agli sgoccioli e non sarebbero più ricandidabili come sindaci. Per altri, come Galasso ad Avellino o Cesaro a Palazzo Matteotti manca ancora un bel po’. In tutti i casi comunque c’è da dire che ancora una volta ad essere tradito è l’elettore. Sia esso di destra, sinistra o centro. Sì perché adesso alle comunità “abbandonate” da questi “illuminati” della politica toccherà la forca dei commissari prefettizi i quali si occuperanno più che altro dell’ordinaria amministrazione. Ciò ovviamente sottrarrà quello slancio amministrativo di cui solo la politica sa farsi, o dovrebbe farsi, interprete. A questo punto, mentre si ragiona sull’ipotesi di modificare la legge che impone le dimissioni agli amministratori in carica che vogliano candidarsi alla Camera, perché non si fa un ragionamento inverso? Perché non si vieta ad un amministratore in carica di candidarsi alle politiche? E se dovesse finire prima il mandato, cosa che potrebbe capitare in caso di crisi pilotate, perché non fargli rispettare un turno di stop elettorale? Ecco, così gli elettori saprebbero che le persone scelte sono quelle che le rappresenterebbero per tutto il mandato, a meno di crisi e cadute anticipate delle legislature. Naturalmente, una legge del genere nessuno dei nostri parlamentari l’approverebbe (La Casta ha dato in questi anni ampia prova di solidarietà trasversale di fronte alle proprie cause) . E allora la proposta si potrebbe portare all’interno dei partiti, facendo firmare dei codici etici ai propri militanti da candidare. Ma poi, tutto sommato, se si esclude il sindaco di Portici Enzo Cuomo, il Hugh Grant del vesuviano, quali di questi nomi di amministratori meriterebbe il seggio in Parlamento? Giovanni Pianese da Gugliano? Mario Iervolino da Ottaviano? O Giggino à purpett’ dalla Provincia di Napoli? Non so, hai voglia a parlare di Monti bis. Il materiale da corredo sembra essee davvero scarsetto ed in linea con ciò che è stata la politica italiana degli ultimi vent’anni.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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