Ecco cosa succederebbe se Uli Hoeness fosse stato italiano

Se Uli Hoeness, il presidente del Bayern Monaco arrestato per un’evasione da 27 milioni di euro, fosse stato italiano e presidente dell’Inter ci saremmo fatti davvero un sacco di risate. Innanzitutto sarebbe finito per giorni sulle prime pagine di tutti i maggiori media nazionali. Avrebbero pubblicato per settimane stralci di intercettazioni in cui magari scoprivamo che aveva l’amante, si tagliava le unghie dei piedi una volta al mese, sotto sotto tifava Juventus, a cena mangiava ostriche, la sua tintura per i capelli era la stessa usata da un noto consigliere regionale campano che se la faceva rimborsare dai cittadini, camminava in una Mercedes col bollo scaduto ed intestata al suo filippino, al mercatino rionale comprava le maglie false della sua squadra per regalarle ai tifosi e che attaccava le cicche delle gomme sul seggiolino allo stadio riservato ai presidenti ospiti. Naturalmente avremmo aperto un dibattito sui social. Grillo se la sarebbe presa con Renzusconi. Renzi si sarebbe tirato fuori dicendo che tifa Fiorentina. La Juve con un tweet avrebbe annunciato un nuovo scudetto cucito sulle maglie. De Laurentis avrebbe fatto un pernacchio. Berlusconi avrebbe riso e scritto che in fondo Hoeness “ha fatto solo una bravata”. La Mussolini non avrebbe reagito perché sta ancora picchiando a sangue il marito. Poi sarebbero intervenuti i tifosi. La curva Scirea avrebbe intonato un coro antisemita contro i fiorentini confondendo Hoeness con Della Valle. Sorbillo Gino ci avrebbe fatto una pizza commemorativa. Thoir, socio indonesiano di Hoeness, avlebbe intonato un bel “chi non salta evasole è”. Barbara Berlusconi si sarebbe impietosita e l’avrebbe difeso dicendo di aspettare i 25 anni dell’ultimo grado di giudizio prima di esprimere. Avrebbe anche detto che Uli, come suo padre, è un perseguitato della giustizia. Le radio romane avrebbero goduto come dei ricci. I garantisti dei fan club di Montecitorio avrebbero portato il question time al governo dei colpevolisti. E si sarebbero picchiati in aula. La Boldrini avrebbe successivamente squalificato i rissosi parlamentari. Anzi Tosel visto che un pugno in faccia ad una donna vale meno di uno striscione nell’aula del Parlamento. Un po’ di risse sarebbero scoppiate a Bergamo e Verona per solidarietà. Avrebbero inneggiato tutti al Vesuvio che deve lavare i napoletani col fuoco. I più civili sarebbero stati i bolognesi che per solidarietà agli juventini si sarebbero vestiti con una busta della monnezza come copricapo. Lo spread sarebbe salito e la Merkel ci avrebbe ammonito. La gente lobotomizzata dai talk-show si sarebbe indignata perché non ce la fa più a campare mentre Hoeness fregava allegramente il fisco. Poi i giornalisti. I Buongiorno li avremmo letti sull’Amaca e almeno ci saremmo divertiti. Libero ed il Giornale si sarebbero scagliati contro la giustizia in Italia che fa schifo e che recluta giudici con calzini colorati mostrati al parco. Repubblica si sarebbe indignata e avrebbe ricordato di Berlusconi. Il Fatto invece avrebbe affidato tutto a Travaglio che avrebbe intervistato Vauro e Santoro sulla vicenda. Il Corriere a Piggi Battista perché Severgnini è un noto intertriste. E lui, il nostro Uli Hoeness, come avrebbe reagito? Avrebbe sicuramente emanato un comunicato stampa dal titolo: <<Sono innocente ed ho fiducia nella giustizia>>. Poi sarebbe andato da Bruno Vespa a Porta a Porta. <<Non so chi mi abbia versato quei soldi. Sono meravigliato quanto voi di ritrovarmi 27 milioni di euro>>. Poi magari direbbe di essere “vittima di un complotto pluto giudaico ordito contro un tedesco”. Poi avrebbe alla Zanzara incolpato Moggi ancora scottato da Calciopoli. Alle Invasioni Barbariche si racconterebbe a cuore aperto e spiegherebbe che è amareggiato di trovarsi sbattuto in prima pagina come il mostro. Accarezzerebbe un cane chiamato Mou Mou. Si direbbe pronto ad affrontare la cella fredda, il tutto mentre il suo pool di avvocati piange e patteggia di fronte al giudice coi calzini colorati per ottenere i domiciliari. Dirà che si sente stanco e piangerà da Maria De Filippi per aver ritrovato un tifoso che un giorno lo salvò dal pestaggio di un gruppo di tifosi spagnoli dopo una partita col Barcellona. Infine il colpo di scena: si candiderà alle europee e sarà il capolista del suo partito.

Aforismi: “Essere italiani è un lavoro a tempo pieno”. B.S.

Musiche: I’m pilot- Fanfarlo

Uli-Hoeness

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

    Seguimi su:
  • facebook
  • twitter