Forza Italia a pezzi, si appella alla rinuncia dell’indennità per un poco di visibilità

La proposta di Forza Italia di rinunciare alle indennità di consiglieri comunali ed assessori somiglia tanto ad una boutade demagogica buona più per le polemiche sui social-network che non per un serio contributo all’agire politico della classe dirigente sommese. E provo a spiegarne i motivi. Innanzitutto bisogna comprendere da dove arriva la proposta. Nel caso del Forza Italia sommese è come se Diego Armando Maradona chiedesse la radiazione di quei calciatori che segnano un gol di mano. Sì perché l’ossatura del partito forzista è composta da soggetti che per almeno sei anni hanno governato sotto l’egida del centrodestra di Allocca (tralasciamo quelli che sono stati organici anche al precedente centrosinistra e che a casa hanno portato un bel malloppone tra incarichi ed indennità). Ebbene vedete quanti 150mila euro (la cifra che si risparmierebbe secondo i berluscones) sarebbero stati spesi per la città. Detto questo mi sarebbe però piaciuto capire se la proposta forzista è rivolta in modo astratto e generale a tutti gli operati della politica o a questa amministrazione. Perché mi piacerebbe per esempio vedere la reazione dell’enclave Forza Italia provinciale o regionale di fronte alle richiesta di lasciare nei fondi di solidarietà le indennità di Cesaro, De Siano, Martusciello, Amente, Pentangelo, Raia, Russo, e chi più ne ha più ne metta. La verità è piuttosto diversa: in malo modo hanno governato in questi anni, pessima è stata la loro offerta politica in campagna elettorale e di conseguenza questa sarà la qualità della loro azione nel futuro prossimo. Ritornando ai costi della politica. L’articolo 69 della Costituzione sancisce che i parlamentari ricevano un’indennità fissata dalla legge. L’articolo fu introdotto per varie ragioni e tra queste c’era l’idea di distinguere lo “Stato Liberale” da quello “Democratico”. Nel primo caso, che storicamente si colloca nel tardo 800’  dall’Unità d’Italia in poi, la rappresentanza era affidata alle classi ricche della nazione. Nel secondo invece tutti hanno la possibilità di svolgere l’attività politica perché sostenuti dallo Stato (e quello che vale per i parlamentari di riflesso vale per tutti i gradi di rappresentanza istituzionale). Poi ci sono state le distorsioni del sistema Italia che eludono i princìpi dottrinali ed afferiscono piuttosto alla famelicità di più classi politiche che negli anni si sono affacciate sul territorio. Resta però un dato: fare politica costa e costa tanto. Rinunciare, come chiede Forza Italia, all’indennità di un consigliere comunale (che in questa fase incassa cento euro o poco più) o a quella di un assessore (che incassa a seconda del regime a cui aderisce, ma non supera i mille euro) è un puro esercizio di demagogia. Perfino i parlamentari del 5 stelle qualcosa a casa lo portano. Se non altro perché hanno dei costi legati alla loro funzione e questi soggetti, che congelano il lavoro, di qualcosa dovranno pur mangiare. Nel caso dei comuni invece il discorso è diverso. Un assessore, fatto serio, non come le belle statuine di questi ultimi anni, i soldi li spende per la propria funzione (immaginateli ai corsi di aggiornamento o alle fiere a cui dovrebbe partecipare un assessore che volesse realmente portare delle novità in fatto di governance sul territorio, dovrebbe farlo a spese sue). Dunque la politica non resti in mano ai ricchi o ai notabili, ma a chi veramente la vuole e la sa fare. E soprattutto la politica ritorni in mano agli onesti che hanno a cuore il bene della collettività e non soltanto i Rolex, i festini, i viaggi e le clientele. Se poi vogliamo entrare nel merito degli sperperi dei pubblici denari allora servirebbe un’enciclopedia. Nei comuni andrebbero controllati i lavori di somma urgenza e i cottimi fiduciari. Ed inoltre andrebbero passati ai raggi x molti documenti contabili delle ditte sponsorizzate dalla politica. Poi ci sta il discorso del contenzioso e delle consulenze legali. In questo caso, cari amici di Forza Italia, altro che 150 mila euro. Si risparmierebbero milioni di euro e i cittadini avrebbero finalmente quei servizi di qualità che meritano e che negli anni, purtroppo, sono stati la vera chimera di questa città.

Aforismi: “La verità fa scandalo e spesso risulta inutile. L’ipocrisia è la salvezza dei popoli”

Musiche: Jeff Buckley, Lover, You Should’ve Come Over

senato

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

    Seguimi su:
  • facebook
  • twitter