Forza Italia, tra spaccature ed assenze si presenta ai cittadini

Doveva essere la sua passerella, per poco è stato l’ultimo a spegnare la luce in sala. Battute a parte Antonio Granato per ottenere l’investitura a candidato sindaco di Forza Italia sa che dovrà sudare le classiche sette camice. E dovrà farlo correndo in un percorso irto di ostacoli che parte da Somma Vesuviana e passa per Marigliano, Nola arrivando fino a Napoli. In effetti nella sala Santa Caterina piena zeppa di sostenitori della famigliola Granato le tre punte del Fi provinciale e regionale, Russo-Cesaro-De Siano, non si sono viste. O almeno, dei tre c’era solo Domenico De Siano che è stato piuttosto criptico ricordando che ad Ischia, nel 1985, per andare divisi alle elezioni con la Dc si perse. E si consegnò, sempre secondo il responsabile regionale forzista, l’isola per vent’anni in mano al centrosinistra. Altri tempi, altra storia, altro centrosinistra quello ischitano. Quello sommese scrive regole e gioca tutti i giorni ad autodistruggersi. Bontà loro. Ma le fratture pesano, come le assenze. Per esempio mancavano i rappresentanti istituzionali locali. Mancava Salvatore Di Sarno, sindaco facente funzioni per citare una formula piuttosto orrenda, ma che ci toglie tutti dall’imbarazzo lessicale di definirlo vice-sindaco o sindaco a tutti gli effetti; mancavano Pasquale Auriemma e pure Giuseppe Sommese. C’era Vincenzo Piscitelli, super visore di Fi per le “operazioni pre-elettorali”. Il consigliere comunale ha salutato ed è uscito dall’aula. Ora bisogna capire anche di quale Forza Italia parliamo e se il Piscitelli fa parte della maggioranza o della minoranza. Perché di due l’una: o Granato con i suoi non ci ha capito un tubo, oppure è Piscitelli a stare dalla parte sbagliata della storia dei berluscones locali. Il prossimo consiglio comunale probabilmente ci farà capire meglio il quadro della vicenda. Un quadro nel quale sembra isolato il Granato, nonostante la conferma nella nuova (vecchia) giunta Di Sarno del fratello Tommaso. Antonio sa bene che per ottenere l’investitura napoletana deve aggregare. E se i risultati sono quelli di ieri, in termini di presenze istituzionali, sembra in salita la strada. Nell’incertezza generale emergono patti e contropatti da cene ed aperitivi atti più a distruggere figure e figuri che non a costruire il futuro (politico e non solo) del paesello. Nulla di concreto però. L’unica verità ieri l’ha detta Armando Cesaro, venuto a Somma per battezzare la Giovane Italia, di stampo esclusivamente granatiano, il quale ha affermato a microfoni spenti: <<La prossima settimana ne sapremmo di più>>. Già, magari lo diciamo pure alla cittadinanza. Sapete com’è, fra due mesi si voterebbe alle amministrative.

giovane Italia

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

    Seguimi su:
  • facebook
  • twitter