Geset, ecco quanto costa ai cittadini sommesi la riscossione dei tributi

Somma Vesuviana. Quello della Geset è uno dei punti caldi di questa campagna elettorale. Lorenzo Metodio il candidato de La Città Cambia ha inserito nel suo programma la rimodulazione dell’aggio concesso alla società che riscuote le tasse ed i tributi sul nostro territorio. Il sindaco Raffaele Allocca ha avallato l’idea del giovane candidato sindaco durante l’incontro pubblico con i candidati sindaco. Non solo, ma a microfoni spenti, anche Pasquale Piccolo ha ribadito la volontà di intervenire. Naturalmente tra i tre ci sono delle nette differenze che, probabilmente, emergeranno nell’ultimo scorcio di questa campagna elettorale. Ma cerchiamo di capire cosa rappresenta e quanto costa la Geset ai cittadini sommesi.

Il contratto tra l’ente di Palazzo Torino e la società viene stipulato nel 2007. Sindaco Raffaele Allocca col sostegno di Forza Italia, Udc, Alleanza Nazionale e Lista Cuore. Di lì a poco Allocca avrebbe “congelato” la sua giunta ed avrebbe cominciato il suo percorso verso la sua rielezione l’anno successivo. Secondo i contraenti l’aggio da affidare alla Geset doveva essere di 528.020,00 euro (11.900 euro dalla T.O.S.A.P., 2.380 I.C.P., 1.530 D.P.A., 306.000 I.C.I. E 206.210 DALLA TARSU) per un totale di 4.752.180 in nove anni. L’aggio percentuale di partenza era dell’8,50% sceso in gara al 8,07% più iva. La Geset, secondo modificazioni successive in consiglio comunale, può versare i soldi riscossi entro i primi 20 giorni del trimestre successivo all’incasso. In sostanza la Geset può “tenere” i soldi per sé per 110 giorni e fare gli investimenti che vuole. Alla società di tributi però vengono riconosciute anche altre in entrate: quelle del servizio di tesoreria e le spese di notifica delle cartelle. Un buon affare per tutti, tranne che per i cittadini. Infatti se andiamo a guardare bene c’è l’inghippo. Innanzitutto non è semplice quantificare l’aggio versato né gli anticipi di cassa effettuati dalla società di riscossione al comune. La cifra, dalle macrovoci della relazione al Bilancio, non emerge. Presumibilmente però la Geset nel solo 2012 ha incassato tra i 700 mila euro (nel I anno tanto ha incassato, prendendo quindi 200mila euro più della previsione nel contratto) e il milione e duecentomila euro. Non ci sono cifre certe perché il comune non le ha pubblicate (siamo alle solite) e perché per calcolarlo non abbiamo a disposizione la quota Irpef spettante alle casse comunali e derivante dal reddito della cittadina sommese. Ma perché è ingiusto a mio avviso un aggio tanto alto alla Geset? Semplicemente perché negli anni il gettito comunale è cambiato. Ovviamente verso l’alto e a discapito dei cittadini. Chi non ricorderà “il condono” (chiamato impropriamente così) di cui si è dotato qualche anno fa l’amministrazione Allocca? Ecco, la scelta dell’esecutivo fu quella di introdurre una sanatoria sugli immobili e sulle “cantinole” con una retroattività di ben cinque anni (il massimo previsto dalla legge). Nuovi soldi in cassa per emergere gli evasori (totali o parziali) sui quali i contribuenti hanno pagato l’aggio alla Geset dell’8,07%. Ancora: l’ Imu. Molti comuni, che avevano (hanno, anche se in scadenza), come società riscossione di tasse e tributi la “sanguinaria” Equitalia, versavano un minimo del 9% più iva. Sull’Imu però le cose non sono andate così perché molti dei 6mila comuni che utilizzano Equitalia hanno portato l’aggio all’1, massimo 2%. Poi c’è la Tarsu, altro nodo spinoso. Quando entrò in vigore il contratto con Geset le spese di competenza erano diversificate tra vari livelli ed Enti amministrativi, ognuno con una propria quota. Oggi molti fanno finta di non sapere che i contribuenti sommesi, per legge, debbono coprire i costi per intero del servizio. Dunque, a fronte dei circa 5milioni spesi per tenere pulita la città (scusate le mie esemplificazioni linguistiche, ma vorrei che il mio ragionamento fosse chiarissimo, per evitare sciacallaggi) il comune di Somma Vesuviana, attraverso la Tarsu, ha dovuto coprire l’intera spesa. E se non è questo un ulteriore manna dal cielo per la Geset, cos’è? Dunque si era partiti da 500mila euro e come vedete di è arrivati a cifre di gran lunga superiore.

La soluzione allora quale potrebbe essere: o diminuire totalmente l’aggio e portarlo a cifre ragionevoli, che garantiscano i livelli occupazionali, la qualità del servizio, ma contemporaneamente non puniscano i cittadini, oppure lavorare per introdurre una doppia aliquota. Diciamo il 15%, 20% sull’accertabile (così si rincorreranno gli evasori, totali o parziali) ed un 2, 3% per le riscossioni ordinarie. Tra l’altro, con ogni probabilità, non bisognerà manco aspettare il 2016, anno di scadenza del contratto, ma dopo il 31 agosto, quando ne sapremo di più sulla riforma Tares-Imu. E questo perché l’art.22 comma 2 del documento sottoscritto dall’Ente comunale e dalla società dei tributi recita: “L’Amministrazione si riserva la facoltà di assegnare al concessionario individuato in esito alla gara nell’arco di durata contrattuale indicato al precedente articolo 3 la riscossione di eventuali altre entrate comunali, la gestione di attività propedeutiche connesse o complementari o di servizi affini, sulla base di nuove esigenze comunali o di intervenute variazioni normative, negoziando le condizioni organizzative e di gestione, per attestare la presenza di adeguati elementi qualitativi e di convenienza. Nel caso in cui, a seguito di rilevanti modifiche normative, anche derivanti da scelte dell’Amministrazione, i servizi oggetto del presente affidamento mutino la loro consistenza o non vengano più affidati in concessione, l’Amministrazione ha la facoltà di procedere alla modifica del contratto per adeguarlo alle nuove condizioni dimensionandolo alle mutate esigenze”. Come potete leggere (e vedere con i vostri occhi) qualcosa per cambiare ed aiutare i già martoriati cittadini si può fare. Naturalmente basta volerlo ed avere le mani libere da qualsiasi interesse sia economico che politico amministrativo.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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