La democrazia 2.0, quando il trasformismo è veloce quanto la rete

Tratto da Laprovinciaonline.info:

Somma Vesuviana. Alla fine i titoli di coda di questa amministrazione di centrodestra sono riassumibili nelle parole bofonchiate da Vittorio De Filippo, andato letteralmente in confusione sulla votazione del cambio dello statuto comunale, il cosiddetto “salva Terracciano”, che prevede tra l’altro la costituzione di una nuova figura dirigenziale a Palazzo Torino. E’ infatti il giovane consigliere ex Pdl, ex Popolari per il Buongoverno, a finire sullo scranno degli imputati di Palazzo Torino. Si è giustificato affermando che lui “pensatore libero in maggioranza, opposizione e commissione si è assunto le sue responsabilità”. Quali siano le responsabilità del 16esimo commensale alla tavola imbandita dal sindaco Raffaele Allocca è ancora presto per dirlo. E’ lui, con la sua presenza in aula, a mantenere in vita una maggioranza che ieri non poteva permettersi manco un raffreddore per uno dei i suoi consiglieri. Infatti, a riposo Alfonso Allocca per problemi di salute, sono emerse le fratture  nell’ex gioiosa macchina da guerra allocchiana inceppata nella sua potenza di fuoco. Fuori dall’aula Noi Sud, Mezzogiorno e Libertà più Riziero Esposito del Pdl. Dentro i 15 più uno, Vittorio De Filippo, che con il triplo carpiato della serata è entrato di diritto nella storia delle quaglie del paese. Dalla maggioranza all’opposizione, con biglietto di ritorno nelle grazie di Raffaele Allocca. Il tutto non in una stagione politica, ma in un giro di lancette. Da capogruppo defenestrato del Pdl a costruttore di quel Popolari per il Buongoverno scioltosi, con ogni probabilità, di fronte ai primi raggi di sole, manco tanto caldi, primaverili. Ed allora il “salva Terracciano” prosegue la sua forsennata corsa. Il direttore generale mariglianese potrebbe rientrare, in caso di vittoria di Allocca alle prossime amministrative, come dirigente. Quindi ciò che ferma la spending-review, che prevede l’abrogazione dei city manager per i comuni al di sotto dei 100mila abitanti, la rimette in sesto, sotto veste nuova, il voto del 16esimo apostata, Vittorio De Filippo. E’ la democrazia 2.0 bellezza, dove il trasformismo politico è veloce almeno quanto la rete. Ora per portare a termine l’atto manca un altro consiglio comunale ad Allocca. Un’altra votazione a maggioranza assoluta, questa volta senza salvagente. Ma De Filippo ha tenuto in vita il centrodestra anche partecipando alle votazioni sui debiti fuori bilancio, la pietra della discordia che già aveva in passato fatto tremare il condominio allocchiano. Fuori l’opposizione ( immune da eventuali chiamate della Corte dei Conti), dentro una serie di astensioni tra le fila della maggioranza, da Carmine Di Sarno presidente del Consiglio a  Somma Domani, su alcune schede debitorie. In mezzo la notizia che la Guardia di Finanza, la scorsa settimana, sarebbe stata a Palazzo Torino per requisire degli atti amministrativi su ordine della Procura della Repubblica di Nola. Di quali atti si tratti non si sa anche perché se c’è una cosa che ha saputo fare molto bene l’amministrazione Allocca è stato il fatto di chiudere gli spifferi di Palazzo in cassetti a doppia mandata. E chissà se Vittorio De Filippo, il 16 esimo apostata questo non lo sapeva già.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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