La storia curiosa di Isabella: apprezzata in Germania, ma bocciata a Somma Vesuviana

Qualche giorno fa sul quotidiano Il Mattino è comparso un articolo firmato da Pino Neri che raccontava l’esperienza che sta vivendo Isabella Esposito, giovane sommese che ha ottenuto il “praktikum” (“una sorta di stage retribuito a tempo pieno”) alla Volkswagen, uno dei più importanti gruppi automobilistici mondiali. Isabella, che ha incassato gli elogi direttamente  da Martin Winterkorn, il presidente del gruppo di Wolfsburg , si trova lì perché sta preparando una tesi di laurea (è iscritta al quinto anno di Giurisprudenza della Federico II)  “il cui contenuto punta sulla condivisione dei diritti individuali e dei progetti industriali nel colosso automobilistico tedesco”. La giovane, prima di finire sul Mattino, era stata già intervistata da alcuni giornali tedeschi che si erano occupati della sua storia. Naturalmente chi conosce bene Isabella si è poco meravigliato del fatto che i vertici della Volkswagen l’abbiano apprezzata. Isabella è un talento, come tanti talenti che ci sono nella nostra penisola, spesso divorati più dalla retorica del caso che non dalle opportunità offertegli per esprimersi. Sì perché la ragazza prima di salire su un aereo e mettere piede nell’iper-tecnologico stabilimento di Wolfsburg la sua ramazzata italiana se l’è presa. Infatti la giovane ha partecipato alla selezione dei rilevatori Istat effettuata dal comune di Somma Vesuviana. Ovviamente la nostra, non avendo alcun padrino, quel posto part-time non l’ha preso. Non che una tizia, in media con gli esami a giurisprudenza con una votazione altissima, giornalista pubblicista, membro del Forum dei Giovani, membro del consiglio di facoltà della sua università ed impegnata nel volontariato dovesse per forza ottenere quel posto (immagino che siano stati presi matematici, statistici, laureati in economia etc.. etc…). Però fa amarezza vedere che questa giovane, a disagio nel tornare qui dopo l’esperienza in Germania, sia finita agli ultimi posti di quella selezione. A maggior ragione se le modalità della “selezione farsa” dei rilevatori sono state queste: (http://www.laprovinciaonline.info/Somma-Vesuviana-la-selezione-dei.html). Ed allora, leggendo questa storia, uguale a mille altre storie, credo davvero che stia diventando davvero inutile continuare a mobilitarsi e a (s)battersi per qualcosina di normale in questo paese. Perché è tutto inquinato. La politica che non tiene dritta la barra della nave verso una società del merito. Gli apparati dello Stato che quel bando di selezione, letteralmente immorale, l’hanno avallato. E purtroppo c’è qualcosa che non va nemmeno in chi quel posto se l’è pappato senza troppi scrupoli (e che probabilmente alle prossime amministrative dovrà dar conto a chi in quella graduatoria ce l’ha messo), in noi che siamo stati in silenzio, come se quello scempio fosse normale. Ecco perché  io oggi sono disilluso. Ecco perché io oggi sono pessimista. Ecco perché ancora diffido, dopo l’ondata del grillismo, di chi predica il nuovo, ergendosi a vergine in questo grande bordello chiamato Italia. Le Isabella ce lo insegnano, se hai un talento coltivalo (possibilmente lontano da qui). E fatti anche una cortesia: non voltarti mai e poi mai indietro, perché nulla di buono che si è tentati di fare è rimasto nelle nostre coscienze.

Nella foto sotto la protagonista, Isabella Esposito, con i vertici della VolkswagenImmagine

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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