Nel paese dello stoccafisso teniamo i bambini in umido e la politica in silenzio. Vergogna!

Quel secchio di plastica blu nell’aula, che raccoglie i goccioloni che cadono dal soffitto, per me è il simbolo di tutto. Il simbolo di una pessima gestione della cosa pubblica, dell’impunità di fronte alle negligenze, della stanchezza di una comunità, della superficialità nell’affrontare tematiche importanti, come potrebbe essere la sicurezza e l’agio di una scuola pubblica. Ma per me è anche il simbolo di una politica stanca, dove sembra essere, ancora una volta, più importante la forma che non la sostanza. Certo, per alcuni, nel paese dello stoccafisso è normale tenere i bambini in umido. E’ normale che per un anno, ad ogni pioggia, le infiltrazioni penetrino i pannelli e le gocce d’acqua cadano nei corridoi e nelle aule. E’ tutto normale. Così come gli appelli, scritti di proprio pugno dalla Cetro, all’amministrazione per far intervenire i tecnici comunali. Il carteggio è composto da almeno tre missive. L’ultimo appello affinché si ripristinasse la normalità è datato 29 ottobre. Insomma, dal 2011, anno di inaugurazione dell’istituto scolastico (dove il caudillo Allocca si è fatto ritrarre in tutto il suo splendore mentre taglia il nastro) solo in questi giorni (forse) sarà risolto il problema. Che attenzione, non riguarda la sicurezza strutturale dell’istituto (anche se a lungo andare le infiltrazioni potrebbero creare guai più seri), ma riguarda il decoro e la gestione della cosa pubblica. Quale esempio può trarre un bambino da questo modo di fargli vivere “lo Stato”? Caro bambino, in Italia le cose non funzionano. Non le scuole vecchie, il calderone dietro il quale si nascondo tutti quegli amministratori incapaci di mettere mano ad interventi necessari per dare dignità agli istituti, né quelle nuove, investite invece dall’incapacità sia delle ditte che dei controllori di essere degne di un “paese civile” (la don Minzoni è uno dei casi, c’è anche la Leone di Pomigliano per esempio). Poi c’è la riflessione riguardante la politica cittadina. Insomma, se non si fossero mossi i genitori, quella scuola avrebbe tenuto in umido i bambini e gli insegnanti all’infinito? Dove sono le classi dirigenti cittadine? Cavolo, passino i 5 anni di amministrazione Allocca nella quale non c’è stato un grammo di opposizione, ma adesso? Adesso che siamo in campagna elettorale, i partiti ed i movimenti cittadini dove sono? Certo, se alcuni segmenti politici e non, spingono per la costruzione della Cittadella scolastica (ieri Allocca, nell’incontro con i genitori l’ha ribadito), che farebbe arricchire i proprietari terrieri che venderebbero a peso d’oro dei terreni agricoli, c’è poco da stare allegri. Così come c’è poco da stare allegri per il futuro. Si apparecchiano tavoli, si simulano alleanze, si bada alla forma insomma. Ed alla sostanza racchiusa nel chiedere pubblicamente, con tanto di facce e simboli, all’attuale amministrazione del perché quella scuola nuovissima sia in quelle condizioni? Insomma, cosa ci aspetta la prossima campagna elettorale? La riproposizione di questa classe dirigente, anonima, senza idee, asfittica, silenziosa? Questo è quello che merita questa “città”? Io non lo so, forse sono sbagliato. Forse dico sempre le stesse cose, ma in giro, una vera azione di rottura rispetto alla megalomania ed alla incapacità amministrativa del caudillo non ne vedo. E spero, mai come questa volta di sbagliarmi, di essere pubblicamente smentito. Fatelo per favore, vi prego.Immagine

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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