Primarie del centrosinistra, va in scena l’omicidio politico di Rianna e Maione

Omicidio politico doveva essere, ed omicidio politico è stato. Non ce l’ha fatta Salvatore Rianna e non ce l’ha fatta nemmeno Umberto Maione, anche se quest’ultimo il ricorso per la sua esclusione non l’ha manco presentato. Il delitto imperfetto si è materializzato ieri sera, anche se i giochi a Napoli erano chiusi da tempo. La scure è insanguinata e a perderci, per quanto possa contare, è tutto il centrosinistra cittadino che come al solito antepone gli interessi di bottega a quelli della cittadinanza. Gli integralisti delle regole, quelli che “regole=democrazia” hanno vinto la battaglia. Se sarà di Pirro lo dirà la storia futura. Dentro Gennaro Auriemma e Salvatore Rancella, fuori Rianna e Maione. Il primo era macchiato dall’orrore, meritevole di fucilazione, di aver fatto nel lontano 2006 il consigliere comunale nel centrodestra di Allocca. La prima amministrazione Allocca, quella che durò un giro di valzer. Da lì ne uscirono i “mercanti del tempio” che poi si trasferirono nel centrosinistra. Peppe Nocerino fu addirittura il primo alleato del Pd alle scorse elezioni con Centro Democratico. Crescenzo De Falco invece è stato candidato ed oggi si gioca pure la partita nelle primarie. L’incubo della sinistra cittadina si potrebbe materializzare. A Rianna la sua “dimostrazione d’innocenza” non è servita. Ha sostenuto candidati alle comunali del Pd in due elezioni e ha pure votato a due primarie. Lo ha scritto nel ricorso, ma è stato rigettato. Giuseppe Esposito, conosciuto negli ambienti come “Peppe à Faina”, il che è tutto dire, l’ha spuntata. Lui, renziano devoto ai Casillos, è contemporaneamente responsabile provinciale degli enti territoriali e commissario cittadino del Pd. Ubiquità d’altri tempi in un partito che si sforza di essere la Dc, quella peggiore però. La sentenza, come raccontano gli ambienti napoletani, era già scritta da martedì. Troppo forte i Casillos, troppo debole invece Cuomo in questa guerra tra renziani che sfocerà nella candidatura a premier del centrosinistra il prossimo anno. Ad un certo punto per salvare la baracca e non deprimere l’ambiente si è bypassato il regolamento. Dentro Auriemma, a cui mancava solo il programma, e Rancella.  E proprio quest’ultimo, lo scorso anno, fu tra gli animatori della lista “Lavoro.Democrazia” che sosteneva Paola Raia. Poi la segretaria del suo studio professionale fu candidata nel Pdl. Un caso curioso, è piuttosto ovvio, visto che il buon Rancella non ha mai aderito al Pdl. E però è strano che in questa gara delle analisi della purezza politica nessuno ne abbia tenuto conto. Così come è strano che Maione sia rimasto fuori. Sempre il buon Rancella aveva scritto a penna sul bancone della sezione del Pd la lista a suo sostegno quando presentò la candidatura. Quella di Umberto Maione fu portata alla sezione del Pd su un foglio di carta dal consigliere comunale democrat Giuseppe Cimmino. Rancella è dentro, Maione, quello utile per tutte le stagioni, no. Curioso scherzetto. Gli integralisti si affannano a parlare di democrazia. In genere la democrazia, strumento di gestione della comunità piuttosto imperfetto, ha il pregio di essere inclusiva e non esclusiva. Includere otto candidati alle primarie significava mettere nelle liste almeno otto soggetti con una media di 200 voti cadauno. A conti fatti fanno 1600 preferenze che camminavano col candidato a sindaco del centrosinistra. Un’enormità, anche se il calcolo è salumieristico, che avrebbe dato un certo vigore ad un ambiente depresso ed assente coi suoi candidati lo scorso anno dal ballottaggio delle amministrative. Anzi uno sì, era presente, ed oggi corre tra quelli che potrebbero vincere le primarie del centrosinistra. Per la gioia dei cultori dell’integrità morale della sezione di piazza Vittorio Emanuele III. E per la gioia dei Cimmino al quadrato. Nell’attesa che dopo l’ennesimo sfacelo rientri a Gerusalemme il Gesù salvatore dei militanti orfani dell’eskimo. Vero Gino Cimmino?

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Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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