Ragazzi resistete ancora un po', tra poco si chiude il tele-voto!

Dobbiamo solo resistere, tra qualche giorno finirà il tele-voto. Francamente non so se sono più stanchi gli elettori o i politici impegnati in questi mesi a portare avanti la campagna elettorale più brutta della storia d’Italia. L’ultima puntata riguarda le polemiche riguardanti le presunte ingerenze della “cancelliera” Merkel nella nostra campagna elettorale. Secondo il premier Monti infatti la cancelliera temerebbe la vittoria del centrosinistra di Bersani. Io non credo che la Merkel abbia proprio questo timore. E penso, in virtù di come si sia sviluppata la politica europea negli anni, che comunque non sia un dramma il fatto che “il capo” del paese con la migliore economia del continente entri nella nostra campagna elettorale. Chi non ricorderà il tifo sfrenato di Berlusconi e Fini nei confronti Sarkozy, visto all’epoca come l’elemento trainante dei centrodestra europei? Detto ciò bisognerebbe però analizzare un poco più approfonditamente la situazione dell’Ue che è nata con delle ispirazioni, ma alla fine è cresciuta con altre. Difatti oggi “politicamente” l’Unione conta ben poco. Essa è soltanto un gigantesco apparato legislativo-burocratico-finanziario a trazione tedesca (prima era franco-tedesca, ma la prima sembra aver perso slancio sotto i colpi di un’economia piuttosto sofferente). Ora, noi possiamo criticare ed interrogarci sul perché le governace dei paesi sia condizionate pesantemente dall’agire dei mercati. E quindi possiamo anche criticare il fatto che la “politica” (nella sua antica accezione di politikòs) sia stata svuotata dell’anima in questo scorcio di modernità. E’ però innegabile che i mercati possano preoccuparsi per il futuro (incerto) del nostro paese. Un paese in cui la corruzione è sempre incinta, la burocrazia è un cappio in gola, la giustizia dà poche certezze, le mafie sono sempre pronte a saltare dall’ombra e la classe dirigente sembra uscita da un enorme Circo Barnum. Un paese nel quale i partiti hanno avuto la possibilità di cambiare una legge elettorale definita “Porcellum” (il che è tutto dire) e non l’hanno fatto, che potevano tagliare i costi aberranti della politica ed hanno fatto finta di niente, che potevano riformare la giustizia ed hanno soprasseduto, quale credibilità può avere nei confronti di chi, al momento, detiene le redini del “vecchio continente”? Suvvia, per un attimo diventate anche voi investitori (non speculatori, quella è un’altra razza che andrebbe arginata con strumenti giuridici ad hoc) e chiedetevi: ma io investirei nell’ Italia delle Caste? Investirei in un paese vecchio, dove ci sono corruzione, baronaggio, raccomandazioni, abusivismo, illegalità? Investirei in un paese nel quale i dipendenti costano il doppio di quello che effettivamente percepiscono in busta paga? Io li metterei in circolo i miei capitali in una nazione nella quale i sindacati sono oramai una parodia di se stessi? Io investirei in un paese nel quale, un dipendente pubblico, se pizzicato a rubare o truffare lo Stato se ne sta beato e tranquillo al posto suo? Io investirei in un paese nel quale c’è una pressione fiscale sopra il 50%? E le mafie, vogliamo parlare delle mafie? E delle banche? E di quelli che ci apprestiamo a mandare alle Camere (non tutti, non sono generalista né massimalista)?. Insomma, ma siamo sicuri di volerne parlare e di non voler s-pazientemente aspettare, con il telecomando incollato in mano, che i conduttori dicano stop a questo orrendo tele-voto?

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

    Seguimi su:
  • facebook
  • twitter