Scandalo dei beni del Banco Alimentare rivenduti, ora il Coppola svuoti il pacco!

La cronaca è oramai nota ai più. Giovanni Coppola, con la sua associazione Fantàsia, vendeva a sei euro i pacchi alimentari dell’Unione Europea destinati ai poveri. Non solo, ma stando a quanto ammesso dallo stesso Coppola in un fuori onda col complice di Striscia la Notizia, oltre a poter rifornire dei ristoranti con quei beni, in passato avrebbe fatto soldi anche con gli immigrati ospitati per 40 euro al giorno (beata Regione Campania che dispensa soldi a destra e a manca, a cani e porci). Ora, qualche collega nonché qualche consigliere comunale di Somma Vesuviana afferma che non sarebbe giusto infierire su questa vicenda che immagino porterà con sé degli strascichi giudiziari (dalle nostre parti abbondano i termini di paragone: “C’è sempre qualcosa di peggiore di ciò che tu commenti”, così tutti colpevoli, nessun colpevole). Io allora provo a spiegare loro i motivi per i quali bisognerebbe accanirsi. Immaginate di essere dei cittadini comuni. Immaginatevi anche predisposti a voler fare del volontariato. Come si arriva a creare un’associazione capace di avere così tanto bene le mani nella marmellata? Fantàsiosamente ritengo che il Coppola il mestiere l’abbia imparato da qualche parte. Se sì dove? Ancora. Il responsabile della Fondazione Banco Alimentare Onlus di Fisciano, Roberto Tuorto , ha spiegato che a Somma Vesuviana è stata sospesa la fornitura di pacchi per via delle molteplici segnalazioni di irregolarità nella distribuzione. Ebbene, il Coppola, invece di sparare cazzate sulle quote associative e bla bla bla, perché non vuota il sacco. Perché non aiuta a far chiarezza agli inquirenti sul sottobosco melmoso delle Politiche Sociali del nostro Ambito. Perché non ci spiega di come sia arrivato alla Fondazione fiscianese che, guarda caso, è la stessa che aveva una convenzione con l’Ente di palazzo Torino? Chi è il suo gancio? Io ho l’impressione che Striscia, le Iene ed i carabinieri abbiano scoperchiato una pentola nella quale bolle roba mefistotelica. Chi è il prete con il quale il nostro faceva “fifty-fifty”? In quale parrocchia della provincia si annidano altre persone senza scrupoli disposte a vendersi ciò che per legge non può essere rivenduto? Ed ancora: chi sono i soggetti che spacciano i prodotti dei banchi alimentari per “squisitezze tipiche” del nostro territorio? Ma ripeto, di questa vicenda, chi sono i pesci grossi? E perché non raccontare di quelli che sui pacchi ci costruiscono delle campagne elettorali senza avere un minimo di pelo sullo stomaco rispetto a chi ha bisogno realmente di quei beni (dalle nostre parti si dice: “Comprarsi la fame della gente”)? Ecco, il Coppola, invece di mostrare la sua faccia di bronzo in diretta nazionale, ci spiegasse questi passaggi. Giovanni Coppola è questo: http://www.laprovinciaonline.info/Somma-Vesuviana-fai-la-spesa-per.html? Oppure questo: http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?18502?  Ecco perché infierisco e non giro la faccia. Ecco perché mi piacerebbe che questa cosa non passasse sotto silenzio. Perché sono convinto che essa non sia l’azione isolata di un misero che ha fregato pure la mamma ed il papà, ma il bubbone di una rete, quella delle Politiche Sociali del nostro territorio, dove si annida parecchio marciume al suo interno.

 

Aforisma: “Ci sono truffe così evidenti e così mal architettate, che nel momento stesso in cui vengono sventate andrebbero subito denunciati coloro che ci sono caduti dentro”. Giovanni Soriano, Finché c’è vita non c’è speranza, 2010

Musiche: “A ballat’ do’ diavolo”… Foja.

Immagine

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

    Seguimi su:
  • facebook
  • twitter