Somma Vesuviana, aumento di Tasi e Tari? No grazie!

“Non ci resta che piangere” è il titolo di un fotomontaggio fatto da un cittadino, Tommaso Rea, in merito all’approvazione delle tariffe e delle aliquote delle tasse e dei tributi del comune di Somma Vesuviana. Vivaddio che c’è ancora qualcuno che ha senso della satira in questa nostra comunità politica falcidiata dai rancori, dalle ossessioni e dai personalismi. Il fotomontaggio, che vede protagonisti il sottoscritto e Nunzio Saviano, assessore all’Ecologia del comune sommese, arriva dopo il manifesto del Gruppo Consiliare del Partito Democratico dal quale si evince, oltre alla classica “caccia all’assessore”  probabilmente figlia di fiumi carsici che si stanno lentamente re-incrociando sotto al Tempio, un allarme ingiustificato circa le tasse cittadine.

Partiamo dalla Tari: essa è rimasta sostanzialmente invariata rispetto allo scorso anno. A fronte di un aumento dello 0,56 % (zerovirgolacinquantaseipercento) della quota fissa della tassa c’è stata una diminuzione dello 0,21% di quella variabile sulle utenze domestiche. In soldoni i contribuenti potranno trovarsi, dalle prime simulazioni effettuate, dai 50 centesimi a qualche euro in più a cartella.

Se per la Tari ci sono state movimentazioni “fisiologiche” della tariffa la Tasi invece è rimasta invariata. L’aliquota massima resta al 9,1% (abitazioni principali e relative pertinenze escluse A1, A8, A9  1,8per mille; Abitazione principale e relative pertinenze di categoria A1,A8,A9 1,0 per mille; Altri fabbricati ed Aree edificabili 1,5 per mille e Fabbricati rurali strumentali 1,0 per mille) che è percentualmente lontanissima dal 10,5% massimo previsto dalla legge e pone il nostro comune, proprio come lo scorso anno, tra quelli che le hanno più basse nell’intera provincia (mancano ancora i dati ufficiali e comparativi). L’Imu e l’addizionale comunale Irpef sono rimaste invariate. Dunque nessuna catastrofe tributaria si è abbattuta sulla nostra città così come raccontato “dal Gruppo Consiliare democrat”. Anzi, gli stessi, omettono di spiegare ai cittadini dei continui tagli al “Fondo di Solidarietà” da parte dei governi centrali e soprattutto l’entrata in vigore del “Bilancio Armonizzato” per gli enti locali che, oltre a rappresentare contabilmente una vera e propria rivoluzione copernicana, prevede degli importanti accantonamenti obbligatori in uscita .

Però diciamocela tutta: i consiglieri comunali democratici sono anche un tantino sfigati. Infatti mentre si lanciano in attacchi strumentali senza fondamento sull’aumento della tassazione locale arrivano sulle prime pagine dei giornali due notizie. La prima è la relazione della Corte dei Conti dalla quale si evince che, in sostanza, nel triennio 2011-2014 i comuni hanno subito tagli per 8miliardi e che la pressione fiscale locale è salita in questo periodo del 22 per cento. L’altra notizia riguarda invece Matteo Renzi, il premier Renzi, il segretario nazionale Pd Renzi, il quale, capendo la vera situazione in cui versa la capacità di spesa degli enti locali, ha affermato che “che Imu e Tasi resteranno ai comuni”(sperando che non sia il solito annuncio balneare a cui ci ha abituati il nostro Capo del Governo).

E allora cari consiglieri Pd più che piangere “Non ci resta che ridere” di fronte alla vostra “caccia all’assessore” e  al fatto che questa amministrazione, l’amministrazione Piccolo, le tasse non le ha aumentate.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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