Somma Vesuviana, ecco chi ha voluto la stangata Tares.

L’attacco al cerchio magico del dimissionario sindaco Raffaele Allocca è partito. Il documento sottoscritto da FI, Forza Somma, Somma Domani ed Alleanza per Somma (da cui si sono tenuti alla larga Noi Sud di Costantino Beneduce, Lista Cuore di Parisi, Angri e Prisco e Fratelli d’Italia di Vittorio De Filippo) non era un atto di sfiducia  al primo cittadino, ma il suo preludio. Ciò che però colpisce, al di là della tempistica, viste le condizioni di salute del sindaco, è il passaggio nel quale i consiglieri scrivono sull’eventuale abbassamento delle tasse. Secondo loro infatti il tutto è “ostacolato dall’inerzia di alcuni responsabili di posizione e dalle iniziative nella gestione del personale intraprese e non concertate dal segretario comunale che portano ad un aumento dei costi invece di ridurli”. La dicitura, oscura a quelli che non frequentano il Palazzo, ci prepara tutti ad una ipotetica campagna elettorale nella quale, chi ha amministrato, scaricherà il fardello della stangata Tares sul governo centrale e sui dirigenti del comune. Già perché a ben vedere le reazioni dei cittadini è probabile che nella prossima tornata, nella quale si ripresenteranno gli stessi dell’ultima (al netto dei salvatori della Patria che si ricicleranno),  il motivo centrale sarà proprio il rimpallo di responsabilità. In verità l’unica responsabilità è tutta della politica cittadina. E provo a spiegare perché. Il primo indirizzo di passaggio alla Tares (6 sono i comuni che nella provincia di Napoli hanno aderito alla stessa. Sei su 92 comuni!) lo dà la delibera di giunta numero 68 del 27 luglio scorso (https://www.comune.sommavesuviana.na.it/JSFService/faces/segreteria/SEGR_delibere.xhtml#). Ora è difficile pensare che i consiglieri comunali del centrodestra, che quella giunta l’hanno supportata indicando gli assessori, non sapessero dove si andasse a parare. Ma anche in consiglio comunale la maggioranza ha portato avanti questa idea dell’aumento della Tares. Poi è difficile comprendere del perché ci sia stato il raddoppio della tassa se i servizi di nettezza urbana, se si escludono alcuni costi aumentati di pochi punti percentuali rispetto alla spesa totale, sono rimasti piuttosto invariati. Dunque tutto sembrerebbe ricadere sui “servizi indivisibili”. E qui casca l’asino. Chi decide dell’extra gettito da spendere per tali servizi? E quali promesse saranno fatte in campagna elettorale? Ed ecco l’attacco al cerchio magico del sindaco (in verità ci provarono già in passato con la defenestrazione di Vittorio De Filippo da capogruppo Pdl in consiglio e col pastrocchio del licenziamento di Mena Iovine dell’Ufficio Ambiente)  reo di voler decidere da sé. Cerchio magico messo sotto pressione con la vicenda del documento finanziario del Comune. Di chi è la paternità dell’atto? Dei burocrati o della politica che dovrebbe dare l’indirizzo di spesa? In genere la politica decide e i burocrati eseguono. Se non è così c’è un cortocircuito del sistema. Dunque i firmatari del documento volevano denunciare un cortocircuito del sistema sommese e quindi affibbiare la paternità della Tares ai tecnici? Io credo che sia così, ma si aspettano spiegazioni ufficiali dei vari partiti che, oltre a giocare al risiko delle elezioni, potrebbero anche cominciare a metterci la faccia. Anche perché la dinamica di riavvicinamento di pezzi di centrodestra, nella fattispecie “gli indiani” con Antonio Granato, potrebbe dimostrare che la macchina imperfetta dello scarica barile delle ir-responsabilità si sia rimessa in moto. Come quando in campagna elettorale si diceva che i conti sommesi brillavano e le opere pubbliche sarebbero state portate a termine in un non niente. Tanto da dover dare in pasto all’apparato una nuova tassa e più denari. Con la complicità ovviamente di una minoranza che manco di un manifesto per spiegarci cosa stia accadendo ci ha degnati. Tanto, questa sorta di classe politica cittadina palindroma, comunque vada, è sempre lì.

L’Aforisma: “Pagare le tasse? Bellissimo!” T.P.S.

La musica: “Give peace a chance” J.L.

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Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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