Somma Vesuviana, morto Salvatore Rea, storico maestro elementare sommese

E’ scomparso Salvatore Rea, O’ Prufussor’ Rea, una delle ultime figure antiche e romantiche dell’insegnamento cittadino. Aveva 84 anni e i suoi familiari mi hanno raccontato che è morto stanotte, in pace. E’ stato il mio Maestro alle elementari. Ha educato ed istruito per quattro decenni i giovincelli di questa città.  Sempre al Casamale. Si era diplomato in un liceo classico gesuita di Cassino. Dovette ri-diplomarsi anche al magistrale per poter insegnare perché il regime fascista all’epoca non riconosceva quel titolo di studio. Gli uomini scelgono con forza le proprie missioni della vita, non viceversa. Apparteneva alla famosa “banda dei quattro” dell’insegnamento sommese. Con lui Geri Guadagno, Achille Alfonso Romano e Giacomo Martone. Quattro uomini, galantuomini, che hanno formato generazioni intere a colpi di verbi e tabelline in una società semplice, dove il maestro era il professore, e dove lo spessore di un uomo non lo faceva il titolo sbattuto a destra e manca su manifesti o convegni, ma la semplicità dei gesti, delle parole, idee. Personalmente ho molti aneddoti legati a lui. Una volta per spiegarci la differenza tra l’essere ricco di pecunia e l’essere ricco di cultura ci portò l’esempio di un noto e ricchissimo commerciante sommese che trovatosi nel mercato ortofrutticolo di Bologna comprò delle patate, ma per il conto dovette chiedere a lui che si trovava di passaggio. Non ho mai saputo se l’episodio fosse vero, ma quella semplicità disarmante del racconto era un monito: ragazzi studiate con passione, al di là dei risultati, perché è solo con la passione e la curiosità di apprendere che diventerete persone migliori. In questo era un romantico, lontano dalla cervellotiche scelte educative di un paese, di un sistema Italia, che ha perso per strada l’idea dei maestri e si è piegata alle logiche delle equipe (spesso precarie) dell’insegnamento alle elementari. Ma O’prufussor’ Rea ci ha insegnato anche l’educazione e a rispettare l’autorità. Lo faceva in due modi, al di là del suo carisma: imponendoci di indossare il fiocco sul grembiulino quando sapeva che sarebbe passata a visitarci la Preside Papaccio (che oggi sarebbe “il dirigente scolastico Papaccio”, fate un po’ voi) in segno di rispetto per quella figura a cui avevamo affidato il nostro destino istituzionale di scolaretti; e quando pretendeva che ci alzassimo in piedi all’entrata di qualche estraneo in classe. Che fosse un altro maestro o un bidello non importava, bisognava mostrare rispetto per quelle persone che “faticavano” per noi. Altro che corso di educazione civica. Nel tempo abbiamo conosciuto i suoi affetti e la sua famiglia come se vivessimo con loro. Noi alunni sensibili conoscevamo Ornella e Annamaria senza manco averle mai incontrate, senza manco averci mai parlato. Poi c’era la sua figura di uomo, con quella voce profonda che a sei anni incuteva timore, a trenta sollievo perché si era di poco deformata.  O’Prufussor’ Rea indossava sempre una giacca. Ecco, se ci dovesse essere un segno distintivo per quei professori-maestri, punti di riferimento fuori dalle mura domestiche che hanno animato ed accompagnato il fiorire di un’Italia eccellente, imbarbaritisi in poco o niente, questo sarebbe sicuramente la giacca. Una giacca asciutta, silenziosa e sobria, non eccessiva né ostentata nelle mille improrogabili declinazioni moderne. Una giacca come il personaggio, fino a ieri notte vera e propria istituzione vivente di una città di nani dove perfino le ombre sembrano giganti. Arrivederci Prufussor’ Rea e grazie di tutto. A nome mio e di quelli, vecchi e giovani, che oggi sanno “leggere, scrivere e fare i conti” tra le strette viuzze del Casamale, all’ombra del Monte Somma.

 

P.S. I funerali si terranno alle 15,30 presso la chiesa San Domenico di Somma Vesuviana.

 

Aforisma: <<Ti avrei voluto come maestro ma tu hai scelto per me di essermi amico. non finirò mai di abbracciare parole eleganti in piazza. Con sguardo di falco insegnasti a guardare la storia e più ancora agli uomini che la fanno>>. Angelo Di Mauro in ricordo del maestro Salvatore Rea

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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