Somma Vesuviana, oggi i funerali del sindaco Raffaele Allocca detto Ferdinando.

Il Corpo del Capo è lì, in una bara chiara avvolta da una fascia tricolore, a un tiro di schioppo dal dolore dei suoi cari, dai rappresentanti istituzionali con facce immobili e dai gonfaloni di quegli Enti che gli hanno tributato l’ultimo saluto. Il sindaco di Somma Vesuviana Raffaele Allocca detto Ferdinando è morto ed oggi si sono svolti i suoi funerali nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, sotto una pioggia fine, instancabile. Come instancabile è stato il suo corpo, quello del Capo appunto, che lo ha supportato in tre durissime campagne elettorali ed in quasi un decennio di amministrazione. E’ morto da vincente l’uomo che volle farsi “Re”. Quando gli dedicai l’appellativo in un pezzo pensavo che s’arrabbiasse. In una successiva manifestazione pubblica del Pdl invece accettò di buon grado e piuttosto divertito il titolo. Meno divertito sembrò quando lo paragonai ad un Caudillo a fine corsa nell’ultimo tracciato dello scorso governo. Mi citò in un manifesto piuttosto caustico, ma restammo come prima. Due avversari che si rincorrono, si annusano, si sberleffano, si rispettano, si scontrano, ma non si acchiappano mai realmente. Molti l’hanno definito un leone. Io invece un “leone con una serie di faine affamate dietro”. E’ così per chi ci mette il corpo, la faccia ed il respiro in ciò che fa. Perché il corpo del Capo, nella vicenda di Allocca è fondamentale. Non un corpo esibito, tantomeno strizzato nella vanità di questi tempi di plastica. Ma un corpo funzionale, instancabile. Ieri, quando l’ho visto per l’ultima volta, indossava un gessato scuro. La prima volta che lo conobbi indossava un gessato scuro. Potenza dei segni che ognuno adocchia. Dicevamo del corpo. Pochi sanno che Allocca faceva le sue campagne porta a porta, campanello su campanello, strette di mano su strette di mano. Era una macchina da guerra. Mai domo, mai stanco. Durante le campagne elettorali trovavi la sua auto parcheggiata di buon’ora in qualche periferia. E lui che a piedi andava a chiedere fiducia ai cittadini. Senza delegare. Il tratto distintivo sta tutto lì. L’aria di fine Impero, con annessa guerra tra bande, si è abbattuta su Somma Vesuviana proprio quando il corpo del Capo ha cominciato lentamente e tragicamente ad indebolirsi, ad affievolirsi. A me il suo conservatorismo non piaceva. E non mi piaceva manco il fatto che di volta in volta tenesse in piedi giunte di medio basso profilo politico e peones di ogni genere. Però solo chi governa conosce la voracità di chi ancora oggi si prodiga nella “politica del certificato”. E’ l’elettorato affamato baby. E l’elettorato porta consensi. Ed i consensi in questo paese, che ha sintetizzato perfino il dolore, sono tutto. L’analisi storico-politica dell’allocchesimo oggi non possiamo farla. E’ presto, il sangue è caldo e la pioggia battente. Però con i funerali di Allocca di chiude un’epoca. L’epoca dell’uomo forte al potere in questa città. L’epoca  nella quale il centrodestra, i centrodestra, hanno ribaltato “la rinascita napoletana” bassoliniana nel vesuviano e nel nolano. In principio fu Allocca. Poi vennero tutti gli altri. Da Mimì Auricchio a Terzigno a Carmine Esposito a Sant’Anastasia; da Francesco Pinto Pollena a Geremia Biancardi a Nola solo per citare alcuni esempi. Tutti nel centrodestra. Ora Raffaele Allocca detto Ferdinando non è più sindaco. L’epoca è chiusa. E lui l’ha chiusa da vincente, proprio come voleva. Con i suoi slogan, sdoganati, ma per certi versi efficaci. Dal “persone da bene e perbene” ai “mercanti del tempio”. Dai “pupi e pupari” ai “vi voglio bene”. Tutti slogan che hanno unito e diviso i sommesi. Perché una cosa è piuttosto certa: Raffaele Allocca detto Ferdinando o lo si amava o lo si odiava. E’ stato così per tutti, per molti, anche se non lo ammetteranno mai. Così come, ed in questo c’era una certa somiglianza con Berlusconi, tutti negavano di sostenerlo, salvo poi votarlo in tre elezioni di seguito. Lui contro tutti, molti contro lui. Ora senza quel sindaco ingombrante cambieranno gli scenari a Somma Vesuviana. Non so se chi verrà dopo farà meglio o peggio. Il Corpo del Capo che teneva in piedi la baracca non c’è più. E’ in una bara chiara, elegante. Riposi in pace Raffaele Allocca detto Ferdinando.

Preghiera: “O Dio, che hai chiamato il nostro fratello Ferdinando a comunicare alla passione del tuo Figlio nella sofferenza del corpo e dello spirito, donagli di raccogliere il premio nella gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Musiche: “Il silenzio fuori ordinanza”.

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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