Somma Vesuviana, rientrano i dissidenti di Forza Somma, salvo l'esecutivo Allocca

“Indio tu il gioco lo conosci” esclamava  Il Monco, interpretato dal’ultraconservatore Clint Eastwood, nel western “Per qualche dollaro in più”. E la stessa battuta potrebbe sintetizzare ciò che è accaduto questa mattina nel consiglio comunale di Somma Vesuviana dove al posto dello spaghetti western nel quale dovevano esserci indiani che assaltano la diligenza, sceriffi e saloon polverosi  è andato in scena il più classico degli happy end. Sì perché chi immaginava che la maggioranza di centrodestra affondasse sotto il peso della “dissidenza” dei Di Palma, Sommese, Prisco ed Esposito si è sbagliato di grosso. Il gioco (della politica) lo conoscete e piuttosto bene. Alla fine Giuseppe Sommese, portavoce dei quattro, incalzato da Vincenzo Piscitelli del Pdl, ha dichiarato “di appoggiare la linea dell’amministrazione sul recepimento della normativa della legge regionale in materia di abusivi edilizi” e di riservarsi, nella prossima assise, di dichiarare la posizione di Forza Somma. Insomma, la frattura sembra rientrata, ma la formula è quella del prendere tempo. Già, il tempo. Quello che serve al sindaco Allocca per incastrare, nel giuoco delle deleghe pesanti che ha riservato per sé, i tasselli al posto giusto e proseguire il suo terzo mandato consecutivo. Ma anche quello che serve a Di Palma, Prisco e Sommese (la Esposito sembra meno “pesante” nel processo decisionale) per riposizionarsi, crescere ed essere determinanti per i futuri scenari della politica cittadina (almeno nel Pdl). E da questo punto di vista potrebbero non mancare sorprese, scenari inusuali e qualche antico ritorno di fiamma tra componenti dello stesso centrodestra sommese (che ricordiamolo, in città è spaccato, ma resta sempre in orbita Pdl). Ma il tempo scandito dai “quattro” è quello che aiuta anche le opposizioni a riprendere fiato. L’impressione infatti è che la riorganizzazione, dopo la batosta elettorale che ha visto ri-vincere Allocca, sia piuttosto lenta. Piscitelli capeggia il Pdl nell’aula consiliare, ma l’impressione è che sia lo sfogo di un partito senza militanti. Auriemma e Cimmino del Pd sembrano piuttosto vivi, ma i loro conflitti sembrano viverli lontani da Palazzo Torino dove i democrat tardano, anche sotto il peso di una situazione nazionale piuttosto ondivaga, a trovare una propria quadratura del cerchio. Probabilmente nemmeno il congresso cittadino porterà benefici visto che la frattura tra renziani e bersaniani è piuttosto evidente. La Città Cambia invece cerca una propria fisionomia e, la prossima festa della sinistra, potrebbe chiarire la posizione dei giovani che hanno lavorato intorno a Lorenzo Metodio. Dunque se tutti si sarebbero augurati della caduta del governo Allocca, sotto sotto nessuno lo avrebbe voluto davvero visti i tempi e le difficoltà di costruire progetti politici solidi e duraturi.

Aforisma: “No se toman truchas…, y no digo más”, vecchio detto spagnolo citato dal Don Chisciotte che suona più o meno così: “Chi vuole il pesce, bisogna che s’ammolli”

Musica: Robin Thicke – Blurred Lines ft. T.I., Pharrell, cavolo almeno balliamo un po’!

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Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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