Somma Vesuviana, un cinema Arlecchino stracolmo accoglie il sindaco Allocca ed il suo Pdl spaccato

Tratto da www.laprovinciaonline.info. Somma Vesuviana. Prova di forza doveva essere e prova di forza è stata. Un cinema Arlecchino stracolmo, come non si vedeva da anni in questo paese “ultra-conservatore” e disinnamorato della politica, ha accolto il sindaco Raffaele Allocca, gli onorevoli Paolo Russo ed Antonio Milo più l’ex ministro Mara Carfagna nell’appuntamento elettorale del Pdl organizzato proprio dal primo cittadino. Un Pdl sommese a questo punto spaccato nel quale sembrano, almeno per il momento, inconciliabili le posizioni del commissario cittadino Paola Raia, sostenuta tra gli altri dai Granato e da Esposito, e di Raffaele Allocca che dal Popolo delle Libertà cerca la riconferma nella corsa alla poltrona più alta di Palazzo Torino. Dicevamo della prova di forza. Allocca oramai ha compreso bene che il suo pubblico, e parte del suo elettorato, ragiona solo con la pancia. Una pancia che sembra perennemente vuota e sicuramente senza memoria. E a quella si rivolge il primo cittadino quando, nel corso del suo “one-man, one show” elenca le “opere” realizzate dalla sua amministrazione. Ecologia, marciapiedi, il campetto polivalente di Rione Trieste, Somma “città” che sta per diventare “città d’arte” (specializzata, immaginiamo, soprattutto nei teatrini n.d.r.), parcheggi a destra e manca, rivalutazioni delle periferie, applicazione dell’aliquota più bassa dell’Imu, scuole, come quella, ripresa dopo 30anni di abbandono, di via Trentola. Opere “che daranno lavoro ai disoccupati sommesi” annuncia messianico il Re. In principio erano l’ospizio, i termovalorizzatori a monte e valle del paese, il parcheggio sotterraneo di piazza Vittorio Emanuele III ed il centro di smistamento delle Poste. Oggi, più modestamente sono marciapiedi e parcheggi. Ad un certo punto tira fuori dal repertorio il suo classicissimo: rivalutazione di via Spiccicandoccio con la Carfagna che fa la solita faccia alla Carfagna. La claque applaude, dal pubblico si levano voci di gioia ed un tributo per l’assessore Lello Angri, il più amato dei suoi discepoli che siedono in giunta. La serata sembra averla partorita la penna di Harold Pinter il quale però non avrebbe potuto, nemmeno lui, immaginare lo stuolo di auto blu parcheggiate selvaggiamente sui marciapiedi fuori dal cinema. Il passaggio più sublime l’Unto del Signore lo concede alla fine del suo discorso, quando afferma di “aver ridato dignità ai ruoli di assessori e consiglieri”. L’affermazione, sulla quale potremmo soffermarci per ore, non è capita da tutti. Con ReFerdinando, al quale mancano solo archetto e corona, si esibiscono anche Paolo Russo, che ripropone lo stesso discorso fatto 24 ore prima, sempre a Somma Vesuviana, nel convento dei padri Trinitari, durante la manifestazione organizzata “dall’altro Pdl”, Antonio Milo e Mara Carfagna.  Tutti e tre, in modo differente, a solleticare gli elettori in un caldissimo cinema della provincia. Il bersaglio è Monti, diventato l’impersonificazione del male civico, l’assassino dell’occupazione italiana, il Dracula che succhia la linfa di speranza per il futuro ai giovani italiani, come se per vent’anni Berlusconi ed i suoi non avessero mai governato questo paese. Marziani, così come le dichiarazioni sull’Udc, definito dallo stesso Russo, “un ingombro ed un prefisso telefonico”, tanto sono basse le sue percentuali. Ovviamente, il neurone, si chiede del perché, per esempio in Campania, si mantengano in vita coalizioni di governo in provincia e regione basate proprio sull’accordo tra Udc e Pdl. E forse allora vale la pena prendere in considerazione le parole di un comico (perché in Italia a stuzzicarci oramai sono rimasti davvero solo loro, i comici n.d.r.), Claudio Bisio, che da un teatro bel più illustre dell’Arlecchino ci ricorda che in sostanza che “il problema non sono i politici, ma gli elettori”. E le loro pance si potrebbe aggiungere.

 

Nato nel 1981, ottima annata, sotto il segno della Bilancia.
Giornalista e blogger alle falde del Vesuvio.

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